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La “Mission humanitaire Dre Elaine Martel” è stata creata con lo scopo di aiutare le persone che vivono in condizioni di esterna povertà.
E’ a La Gloria, in Messico, dove ho partecipato alla mia prima missione umanitaria, sotto la giuda di una equipe chiamata “The Austin Diocese Medical Mission”, nell’Ottobre 2007, che ho veramente riscontrato questa estrema povertà. L’assenza di tutti i bisogni primari, come ho potuto constatare direttamente, rappresenta un altro motivo che ha portato alla scelta di questo villaggio per il primo progetto della missione. |
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La bidonville di La Gloria raggruppa 125 famiglie, per un totale di circa 500 persone. Questa bidonville si trova vicino ad altre 2 colonie in cui la densità di popolazione è pressoché identica.
Geograficamente, La Gloria, è situata a Nord del Messico, nelle vicinanze di una città industriale, abitata da circa 650 000 persone, chiamata Saltello.
L’obiettivo principale del progetto è quello di finanziare la costruzione di un centro multifunzionale. Quest ultimo raggrupperà sotto lo stesso tetto delle sale da utilizzare sia per attività scolari, culturali e spirituali, sia utili per la creazione di una cucina comune e di servizi sanitari. Anche la scelta del luogo della sua costruzione ha grande importanza. Questo edificio sarà infatti costruito al centro delle colonie, per permettere a ciascuna delle tre di beneficiare delle funzioni presenti nel centro.. |
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I membri della missione medica del 2007 hanno avuto la possibilità di conoscere Padre Wandrille. In spagnolo, il gruppo religioso di cui è membro è chiamato “Juaninos”, ma fa parte della congregazione cattolica di San Giovanni Battista, di origine francese. Padre Wandrille, che vive in queste comunità, ci ha illustrato i bisogni della popolazione di La Gloria.
Noi siamo grati del fatto che abbia accettato di coordinare il progetto di costruzione del centro. Così come il progetto i lavori di costruzione del centro sono di carattere volontario. La supervisione della costruzione sarà quindi affidata a dei residenti delle colonie, questi ultimi dovranno quindi acquisire l’esperienza tecnica necessaria alla costruzione del loro centro che porta il nome di Casa San Giovanni.
La supervisione dei lavori, la manodopera ed i materiali per la costruzione del centro, sono stati finanziati tramite fondi di beneficenza raccolti dai volontari.
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